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Quando ognuno di noi pensa ad una medicina ha in mente quel miracoloso siero che permette di guarire da una malattia, quella pillola che allevia il dolore dei degenti e garantirà loro di tornare in piena forma. Quando in particolare ci riferiamo a gravi patologie il farmaco diventa l’unica salvezza, l’unica possibilità di guarigione. Nel caso di malattie rare, complicate e poco conosciute immaginiamo equipe di medici e ricercatori alle prese con la difficile sfida di individuare il principio attivo che sarà in grado di dare una speranza a tanti ammalati.

Tutto questo è senza dubbio vero ma, spesso, trascuriamo ciò che sta intorno. Dimentichiamo il nesso che esiste fra le medicine e il mercato. Al giorno d’oggi i farmaci sono considerati e trattati come tutti gli altri prodotti. Vengono realizzati da aziende specializzate sostenendo dei costi e realizzando dei profitti. Come tali tuttavia sono soggetti alle leggi di mercato, quelle diaboliche leggi di domanda ed offerta sulla base delle quali ciò che è poco richiesto e costoso da produrre diventa svantaggioso da mettere in commercio.

Per tale ragione, nonostante questo ci appaia ovviamente assurdo, accade che le aziende farmaceutiche interrompano la produzione di quei medicinali considerati poco redditizi sebbene vi siano persone che ne hanno bisogno e che, senza le adeguate cure, rischiano la vita. Si tratta per lo più di quei farmaci per le malattie rare i cui acquirenti sono così pochi da rendere del tutto improduttivo la loro realizzazione e commercializzazione.

IL LUNGO VIAGGIO DELLE MEDICINE

Facendo una ricerca a riguardo ci si accorge che sono davvero numerosi i farmaci per i quali negli ultimi anni è stata ridotta o bloccata la produzione. La grave crisi economica non ha certo migliorato il trend e nel 2013 la difficoltà nel reperire i medicinali è stata molto superiore agli anni precedenti. Oltre alla questione costi l’origine del problema risiede anche nella difficoltà nel reperire le materie prime, nell’ottenimento delle autorizzazioni da parte dei governi e nei blocchi di commercializzazione dovuti al riscontro di difetti di qualità del prodotto.

Infatti come tutti i beni anche le medicine risentono dell’influenza della globalizzazione dei mercati e della delocalizzazione delle attività produttive. Spesso per ragioni economiche il principio attivo è prodotto in Cina o in India.

Oggi dal 60 all’80% dei principi attivi risulta essere prodotto fuori dall’Europa. Il medicinale grezzo è spedito in Europa o negli Stati Uniti.  Successivamente si ha la fase di fabbricazione del farmaco ed il suo confezionamento che può addirittura avvenire in una sede ancora diversa. Tutti questi passaggi fanno sorgere delle preoccupazioni sul rispetto della qualità del prodotto, inoltre fanno sì che un imprevisto in un solo anello della catena possa bloccare tutta la procedura ritardando i rifornimenti.

ALCUNI ESEMPI EMBLEMATICI

Il Caelyx è un importante farmaco tumorale commercializzato dal laboratorio Janssen. Nel l settembre del 2011 ha cominciato a scarseggiare a causa del blocco dell’unico impianto che lo produceva, negli Stati Uniti creando disagi a numerosi pazienti che non hanno risposto bene a cure alternative. Il Levothiorox è usato per l’ipotiroidismo. La scorsa estate il laboratorio tedesco che lo produce, il Merck Serono, ha avuto  problemi nel reperimento delle materie che hanno prodotto un blocco della produzione.

Non mancano casi nemmeno in Italia. L’Eudigox è un farmaco prescritto per problemi di insufficienza cardiaca, La licenza di fabbricazione è stata comprata dal laboratorio italiano Teofarma che però ha delle ha avuto delle difficoltà nella produzione. Il medicinale non è più disponibile e gli ospedali stanno utilizzando le scarse scorte rimaste. Si tratta di una situazione molto delicata considerando che secondo i medici non esiste un’altrettanto efficace alternativa al farmaco.

Da notare che fino a questo momento abbiamo riportato situazioni di patologie tutto sommato abbastanza diffuse. Se si fa riferimento a malattie rare o presenti prevalentemente in aree del pianeta molto povere allora la questione diventa ancora più drammatica.

Il cloramfenicolo è un antibiotico isolato nel 1947 e da allora è stato utilizzato con grande  successo nei casi di gravi infezioni resistenti ad altri trattamenti quali la meningite, il tifo e la febbre tifoide diffuse soprattutto nel Sud del mondo. Tuttavia la casa madre, la Roussel Uclaf,  ne bloccò la produzione per mancanza di finanziamenti. Risultava poco remunerativo ed oggi  non è più reperibile sul mercato.

L’eflornitina cloridrato (nome di mercato: Ornidyl) è l’unico farmaco esistente la malattia del sonno, trasmessa dalla mosca tse-tse che uccide ogni anno 150.000 persone, soprattutto in Africa. Messo a punto nel 1985 dall’industria americana Merell Dow il farmaco oggi non è più in commercio.  Il motivo? Le popolazioni a cui è destinato sono principalmente  quelle africane, talmente povere da non potersi permettere di comprarlo.

CONSIDERAZIONI

farmaci - Copia

A fronte di quanto detto finora non si possono che fare alcune ovvie considerazioni. Per quanto nella logica di mercato odierna un farmaco possa essere considerato un prodotto equiparabile a qualunque altro è sufficiente una semplice riflessione ed una minima dose di buonsenso per rendersi conto che la produzione di un bene così importante non può sottostare in tutto e per tutto alle leggi di mercato.

Le aziende farmaceutiche, per quanto siano soggetti privati (liberi di operare nella massima autonomia) e pur  avendo il pieno diritto di realizzare un profitto, non possono e non devono rinunciare a quel senso morale imposto dall’assoluta rilevanza del loro fine. Appare evidente l’intervento di una più oculata organizzazione a livello nazionale ed internazionale che ponga dei limiti, eserciti un controllo, finanzi e sostenga laboratori ed aziende. Occorre rendersi conto che oltrepassata una certa linea non si sta più parlando di numeri, di formule finanziare, di target o piani commerciali. Siamo davanti a persone, persone sofferenti e bisognose di aiuto.

Non è mai scontato ricordare a tutti che la salute è un diritto inviolabile di ogni cittadino, di ogni uomo e donna. E’ un diritto anche disporre dei mezzi per preservarla.

Marco D’Acunti

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