Febbraio è il mese più corto dell’anno ma per certi versi è sembrato interminabile. Periodo d’esami per gli studenti universitari ma anche per il governo, il nuovo governo; eh già, oramai non ci si può distrarre un attimo che ci si ritrova con un altro Presidente del Consiglio e chi, come il sottoscritto, rimane qualche giorno senza aggiornarsi per impegni vari rischia di perdersi per strada. Un mese dal clima instabile, non solo quello meteorologico ma anche quello di diversi scenari sociopolitici internazionali . Insomma, sono stati 28 giorni ricchi di eventi. Diamo uno sguardo insieme.

PERCHÉ SAN REMO È SAN REMO

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Lo so, parlare di questo con tutto ciò che è accaduto negli ultimi giorni può sembrare segno di superficialità a scarso senso critico. Tuttavia febbraio è anche il mese del Festival di San Remo. Un evento che – non possiamo negarlo – è stato e rimane un simbolo di questo Paese. Nel bene e nel male, che ci piaccia o meno San Remo rappresenta una buona parte degli italiani e della nostra cultura. Da tale punto di vista il flop di quest’anno non può che indurci ad una amara riflessione. Ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo piatto, banale, privo di innovazione e di creatività come ci si aspetta da un evento culturale e artistico di tale portata. Ospiti dall’età media di 70 anni e canzoni prive di contenuti oscurate da siparietti di una tristezza disarmante. E’ facile fare i moralisti e lanciare ovvi slogan però perdonatemi se dico che se il festival rispecchia l’Italia e gli italiani l’immagine che ne è risultata è alquanto sconfortante. E’ ora di cambiamento, rinnovamento, freschezza. Se non si riesce a farlo a partire da un evento artistico è difficile pensare come ciò sia possibile in altri ambiti.

OLIMPIADI INVERNALI DI SOCHI

Sochi-2014

Questo mese ha anche accolto un grande evento sportivo: le Olimpiadi invernali di Sochi in Russia. Le competizioni nei vari sport su ghiaccio hanno visto fronteggiarsi gli atleti di ben 88 nazioni. I giochi sono stati anche oggetto di alcune polemiche e non sono mancati messaggi e gesti provocatori da parte degli atleti in particolare contro le politiche anti-gay di Putin. Il bilancio dell’evento vede la Russia prima nel medagliere seguita da Norvegia e Canada. Solo ventiduesima l’Italia.

MORTO UN GOVERNO SE NE FA UN ALTRO

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La scalata del giovane sindaco di Firenze è finalmente giunta a termine e nel caso non ve ne foste accorti abbiamo un nuovo governo, il terzo nel giro di tre anni, l’ennesimo a non essere stato eletto. Matteo Renzi è diventato il nuovo presidente del Consiglio purtroppo con metodi ancora una volta discutibili che in molti avrebbero preferito si evitassero. Ricapitoliamo dunque gli ultimi eventi di palazzo. Il neo segretario del PD che fino a pochi giorni prima aveva garantito il suo sostegno al governo Letta manifesta la necessità di un cambiamento alla guida del governo al fine di porre in essere quei provvedimenti essenziali sui quali si sta a lungo temporeggiando. Il 13 febbraio Renzi presenta un documento con i piani di governo alla direzione del PD. Si effettua la votazione, Letta viene sfiduciato dalla base del partito e il piano di Renzi viene approvato. Si aprono le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Non mancano forti contrasti sia nel centrosinistra che fra le altre forze politiche. SEL e Lega si rifiutano di partecipare alle consultazioni. Grillo viene spinto dal “popolo della rete” del M5S ad incontrare Renzi. Ne viene fuori un confronto mandato in onda in diretta streaming durante il quale il comico genovese non fa proferire parola all’ex sindaco toscano accusandolo di essere il rappresentante di quei poteri forti che il suo movimento da sempre contrasta. Il 21 febbraio la nuova squadra di governo viene presentata. Compaiono nuovi nomi come quello di Padoan all’economia e Orlando alla giustizia. Non mancano i ministri del Nuovo Centro Destra oramai consolidato alleato di governo: tra gli altri ricordiamo Alfano che resta agli Interni e Lupi alle infrastrutture. Il 25 febbraio Renzi ottiene la fiducia alla camera ed il 26 assume ufficialmente il suo nuovo incarico. All’ex sindaco di Firenze si deve ad ogni modo riconoscere il merito aver cambiato il linguaggio e i ritmi della politica. Adesso restiamo in attesa dei fatti.

VENEZUELA: CONTINUA LA RIVOLTA

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La drammatica situazione del paese fa continuare le proteste contro le politiche economiche del presidente Maduro. Numerosi iniziative sono state portate avanti dal leader dell’opposizione Leopoldo Lopez al fine di manifestare il dissenso e l’indignazione della popolazione. Non sono mancati scontri con le forze dell’ordine e purtroppo si contano numerose vittime. In particolare ha avuto grande risonanza la morte di Genesis Carmona, la famosa modella raggiunta da un proiettile durante la manifestazione. Da quando la rivolta è iniziata si sono verificati diversi scontri fra i sostenitori di Maduro ed i dissidenti. Quest’ultimi costituiti in buona parte da studenti chiedono le dimissioni del presidente ritenuto responsabile della drammatica situazione economica in cui versa il paese e accusato di violazione dei diritti umani e limitazione della dignità di stampa. Il governo d’altro canto accusa gli oppositori di essere manovrati dagli

USA. UCRAINA: VERSO UN NUOVO GOVERNO

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Gli scontri in Ucraina sembrano aver raggiunto il loro picco più sanguinoso negli ultimi giorni. Dopo mesi di proteste di piazza, conflitti fra manifestanti e forze dell’ordine e numerose vittime i dissidenti del popolo sembrano aver avuto la meglio sugli esponenti del governo di Yanukovich. Ricordiamo che il conflitto ucraino vede ormai da diversi mesi lo scontro fra una grande parte della popolazione desiderosa di avvicinarci all’Occidente ed il governo filosovietico. Tuttavia è opportuno sottolineare come non sia sufficiente una semplificazione del genere per spiegare la crisi di uno stato politicamente, economicamente e religiosamente diviso dove vi è certo una metà della popolazione desiderosa di aprirsi maggiormente all’Europa ed una più vicina alla Russia ma dove è possibile trovare mille altre sfumature alla base dei problemi sociopolitici. Il 22 febbraio il presidente Viktor Yanukovich è stato deposto e si è dato alla fuga. Intanto la sua principale oppositrice politica Julia Tymoshenko è tornata il libertà. Il suo discorso in piazza Maidan a Kiev ha infiammato gli animi degli ucraini. Il 26 febbraio Yatseniuk, fedelissimo della Tymoschenko, è stato eletto primo ministro alla guida di un nuovo governo. I rapporti con la Russia si fanno sempre più tesi e da Mosca arriva l’ordine di mobilitare le truppe in Crimea. Ventimila paracadutisti invadono così l’Ucraina sud-orientale.

Ed anche per questo mese abbiamo concluso la nostra lista di TOP NEWS. Appuntamento alla prossima volta!

Articolo di Marco D’Acunti

A cura di Paolo Fassino

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